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Il Bangladesh propone lo sviluppo del bacino fluviale del Brahmaputra

4 aprile 2010 (MoviSol) - Il Bangladesh si trova sul delta di due tra i fiumi più possenti al mondo, il Gange e il Brahmaputra, ed è attraversato da altri 52 fiumi. Il Gange attraversa l'India prima di entrare nel Bangladesh da ovest, mentre il Brahmaputra nasce in Cina e attraversa l'India prima di entrare a nord-est. La mancanza di sviluppo tra le nazioni riparali di questo bacino ha fatto sì che il Bangladesh sia colpito alternativamente da siccità e inondazioni da quando fu fondato nel 1971.

Ciò potrebbe cambiare radicalmente in meglio se i paesi limitrofi si accordassero su un grande progetto che potrebbe trasformarsi in uno schema di sviluppo simile a quello della famosa Tennessee Valley Authority creata sotto la presidenza di Franklin D. Roosevelt, ma su una scala molto maggiore.

La proposta è stata avanzata dal Premier del Bangladesh Sheikh Hasina Wazed durante la sua recente visita in Cina, in cui ha chiesto la "gestione congiunta del bacino" del fiume Brahmaputra. I cinesi "l'hanno descritta come una buona proposta", ha dichiarato alla stampa il ministro degli Esteri Dipu Moni il 22 marzo, aggiungendo: "Abbiamo presentato la proposta anche all'India".

Il fiume Brahmaputra, lungo 2900 km, nasce in Cina nel Tibet sud-occidentale e scorre lungo le valli Arunachal Pradesh e Assam nell'India orientale facendo il suo ingresso in Bangladesh, dove si unisce al Padma, nome ivi assunto dal Gange. È una fonte importante di irrigazione e trasporto, e costituisce il 60% del flusso totale di tutti i fiumi del Bangladesh.


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I due paesi hanno già un patto sulla condivisione delle acque del Gange ed hanno ripreso i colloqui sul Teesta, un altro sistema idrico importante.

Dalla metà degli anni Settanta, Lyndon LaRouche e il suo movimento politico conducono una campagna per lo sviluppo del bacino del fiume Brahmaputra, la costruzione di centrali idroelettriche e la trasformazione del bacino in un fulcro agro-industriale in cui si incontrino Cina, India, Myanmar, Bangladesh, Nepal e Bhutan. Una volta completato il progetto trasformerà l'India nord-orientale e il Bangladesh in un'area prospera.

Queste proposte sono contrarie alla geopolitica dell'Impero britannico che mira a mantenere il subcontinente indiano in uno stato di continua sommossa ed a sabotare il vasto potenziale economico dell'area. Sheikh Hasina ha dimostrato grande coraggio nell'avanzare questa proposta e battersi per la stabilità politica. Lei stessa è sopravvissuta ad almeno sei attentati istigati dagli "jihadi" diretti dalla Gran Bretagna e dall'Arabia Saudita e monitorati dal servizio segreto pakistano ISI, controllato dai britannici. Nel 1975 suo padre, il Primo ministro Sheik Mujibur Rahman, e diciotto membri della sua famiglia furono assassinati da un gruppo di ufficiali dell'esercito.

Da quando è diventata primo ministro per la seconda volta nel gennaio 2009, Sheikh Hasina ha aumentato la cooperazione tra Nuova Delhi e Pechino. Ed ha riconosciuto che lo sviluppo del bacino del Brahmaputra diventerà realtà solo con la cooperazione di Cina ed India.


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