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Pagheremo i derivati del Monte dei Paschi?

22 gennaio 2014 (MoviSol) - Ripubblichiamo la denuncia del "Meccanismo Unico di Risoluzione" dell'Unione Europea da parte di Democrazia Diretta.

Europa, fermiamo l'ultimo trattato-truffa.
O i risparmiatori dovranno pagare per le banche in crisi (compresa Mps)

Monte dei Paschi di Siena, l'unica via è la separazione bancaria (e la nazionalizzazione di quella buona). Ma dobbiamo intervenire subito, prima che l'Unione Europea ci metta l'ennesimo cappio al collo, con il Trattato SRM (Meccanismo di Risoluzione Unico). Se l'Italia ratificherà il trattato, in caso di fallimento di una banca i risparmiatori e piccole e medie imprese non saranno in alcun modo tutelati, mentre lo Stato dovrà continuare a pagare per i derivati. Un conto milionario che non possiamo permetterci.


Ciò che giornali, economisti, ministri né tantomeno amministratori delegati non dicono sulla questione Monte dei Paschi di Siena, è che la soluzione è una sola, ma dobbiamo muoverci prima che l'Unione Europea ci imponga l'ennesimo Trattato-cappio in ambito economico.

Neanche di questo accordo si parla, naturalmente, ma se si arriverà alla ratifica del Trattato sul Meccanismo di Risoluzione Unico (SRM), l'Italia si consegnerà mani e piedi alle lobby finanziarie internazionali.

Facciamo un passo alla volta. La politica europea è chiara: il suddetto trattato intergovernativo vieta di fatto il fallimento delle banche cosiddette sistemiche. Il Meccanismo di Risoluzione Unico, che altro non è che il meccanismo di liquidazione delle banche in fallimento, impone il cosiddetto bail-in: se la banca è in rosso, per rimpinguare il buco si useranno i soldi di obbligazionisti, risparmiatori e in generale i conti che superano i 100mila euro. Nessuna garanzia per privati cittadini e piccole e medie imprese: se una pmi, ad esempio, riceve il pagamento di una commessa da 200mila euro, il conto dell'impresa finisce nel tritacarne. Ciaociao pagamento.

DERIVATI. Per contro, invece, i derivati finanziari rimangono intoccabili: i prodotti derivati, infatti, non sono iscritti a bilancio fintanto che non giungono a maturazione. Di conseguenza il liquidatore dovrà garantire il pagamento fino alla naturale scadenza dei contratti. E chi ci penserà se non lo Stato? Già perché se il bail-in non dovesse essere sufficiente, il Trattato SRM impone che si faccia ricorso al bail-out: in caso di bisogno interviene il Governo a mettere una pezza.

NEL CASO DI MPS la situazione è esattamente questa: il già perverso meccanismo di bail-in non sarà sufficiente a coprire il buco, pertanto dovrà entrare in gioco il Governo. E saremo ancora noi cittadini a pagare per le fantasiose operazioni finanziarie fatte dai vertici della banca.

MA C'È DI PIU': il conto sarà talmente salato che l'Italia da sola non potrà affrontarlo e sarà costretta a rivolgersi ancora all'Europa, chiedendo un prestito al cosiddetto Fondo Salva-Stati (il famoso ESM), che altro non è che un Fondo Salva-Banche. Indebitandoci ancora di più.

L'ALTERNATIVA. L'alternativa c'è e passa ancora una volta dalla separazione bancaria. Basterebbe separare la banca commerciale da quella finanziaria, nazionalizzare la prima e consegnare la seconda al Fmi. E che ne faccia ciò che crede meglio. (leggi la mozione sulla separazione bancaria)

Il problema è solo politico: abbiamo delle Istituzioni in grado di farsi valere in Europa? La risposta datecela voi.

 




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